Questo glossario è parte integrante del Progetto SalGA-KRO e vuole essere uno strumento per rendere accessibili i contenuti dello studio a tutte le persone interessate, fornendo i significati dei termini che lo caratterizzano.
I termini presenti nel glossario sono stati selezionati in base alla loro rilevanza per il Progetto e suddivisi in cinque argomenti: “Profilo di salute, condizioni socioeconomiche e di fragilità”; “Relazioni tra Ambiente e Salute”; “Comunicazione e Coinvolgimento della Comunità”; “Prevenzione dei tumori maligni e di altre malattie non trasmissibili”; “Promozione della Giustizia Ambientale”.
All’interno di ogni argomento i termini sono elencati in ordine alfabetico. Le definizioni dei termini sono presentate utilizzando un linguaggio semplificato rispetto a quello prettamente scientifico. Nelle descrizioni dei termini, sono presenti parole in corsivo che rimandano ad una descrizione specifica del termine anch’esso presente nel glossario.
La finalità di questo glossario è quella di facilitare la comprensione della terminologia del progetto SalGA-KRO, i suoi contenuti e, conseguentemente, la lettura dei risultati da parte della cittadinanza di Crotone e/o di altri utenti interessati.
PROGETTO SalGA-KRO: è l’acronimo del titolo dello Studio: “Ambiente e Salute a Crotone: studio epidemiologico descrittivo del profilo di salute della Comunità di Crotone per promuovere la Giustizia Ambientale”. Il Progetto è coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), in collaborazione con la Regione Calabria, il Comune di Crotone, l’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone (ASP Crotone), l’Azienda Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria (ARPACAL), l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno (IZSM), l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Crotone (OMCeO) e alcuni esperti esterni.
Inoltre, collaborazioni per specifiche attività progettuali sono sviluppate con i Referenti regionali per la formazione in ambito scolastico e le Scuole Secondarie di secondo grado di Crotone e con Associazioni che operano a Crotone con particolare attenzione ai temi ambientali e sociali.
Obiettivo del Progetto SalGA-KRO è descrivere il profilo di salute della comunità di Crotone considerando i diversi fattori che hanno influenza sulla salute (ad esempio, l’ambiente di vita, gli stili di vita, il contesto sociale, economico e culturale, etc.) con lo scopo di promuovere la giustizia ambientale e ridurre i rischi per la salute.
Il Progetto SalGA-KRO è uno studio multidisciplinare in quanto le sue finalità richiedono la partecipazione di esperti con competenze in diverse discipline e, allo stesso tempo, è uno studio partecipativo in quanto prevede la partecipazione attiva della Comunità in diverse attività del Progetto.
Il Progetto SalGA-KRO è articolato in cinque argomenti:
- Profilo di salute, condizioni socioeconomiche e di fragilità;
- Relazioni tra ambiente e salute;
- Comunicazione e coinvolgimento della comunità;
- Prevenzione dei tumori maligni e di altre malattie non trasmissibili;
- Promozione della giustizia ambientale.
Profilo di salute, condizioni socioeconomiche e di fragilità
Andamenti temporali (trend temporali). Le analisi di trend temporali hanno come obiettivo la valutazione dell’andamento di un fenomeno nel tempo. In termini epidemiologici, l’analisi degli andamenti temporali ha lo scopo di valutare se il Rischio di una certa malattia è aumentato, diminuito o non è cambiato nel tempo. Nel Progetto SalGA-KRO gli andamenti temporali si riferiscono allo studio dell’esito di Mortalità della popolazione di Crotone nel tempo.
Certificati di assistenza al parto. Il flusso informativo dei Certificati di Nascita (CedAP) è una banca dati istituita dal Ministero della Salute e trasmessa all’ISS per finalità di monitoraggio e ricerca epidemiologica nelle aree a elevata pressione ambientale. Il CedAP raccoglie in modo sistematico e uniforme informazioni su ogni nascita avvenuta in Italia, sulle caratteristiche sociodemografiche dei genitori, sull’andamento della gravidanza e del parto, e sullo stato di salute del neonato.
Condizioni di fragilità. Nell’ambito del Progetto SalGA-KRO, la descrizione delle condizioni di fragilità della comunità di Crotone è un elemento importante nell’ottica di attenzione alla Giustizia Ambientale. L’acquisizione di informazioni al riguardo aiuta a comprendere i risultati relativi ai Profili di salute e fornisce indicazioni di rilievo per valutare elementi di debolezza e punti di forza della comunità. La zonizzazione per condizioni di fragilità dei diversi quartieri/aree di Crotone (relative a fattori socioeconomici, ambientali, accesso ai servizi e capitale sociale) contribuirà a fornire indicazioni di priorità per le strategie di prevenzione in relazione alle disuguaglianze osservate.
Condizioni socioeconomiche. Nell’ambito del Progetto SalGA-KRO, le condizioni socioeconomiche della comunità di Crotone sono valutate attraverso l’analisi di documenti sull’evoluzione socioeconomica del territorio, con particolare riferimento alla presenza nel passato del polo industriale. È inoltre valutata l’evoluzione complessiva di alcuni indicatori demografici e socioeconomici a livello di comunità utilizzando dati dei censimenti, e viene rappresentato lo stato attuale della struttura socioeconomica della Comunità.
Esiti di salute. Si riferiscono alle condizioni di salute di individui o popolazioni. In SalGA-KRO gli esisti di salute includono la Mortalità, l’Ospedalizzazione, l’assistenza al parto (Certificati di assistenza al parto).
Mortalità. Condizione di decesso. Può essere rappresentata, ad esempio, dalla numerosità dei casi di decesso in un determinato periodo di tempo in una data popolazione.
Ospedalizzazione. Il ricovero in ospedale. L’ospedalizzazione può essere rappresentata, ad esempio, dalla numerosità dei ricoveri ospedalieri in un determinato periodo di tempo in una data popolazione. Al termine del ricovero nelle strutture ospedaliere pubbliche e private presenti sul territorio nazionale viene redatta una scheda di dimissione ospedaliera (SDO) nella quale vengono raccolte le motivazioni e le altre informazioni relative al ricovero.
Popolazione in studio. L’insieme di individui che sono oggetto di uno studio e che presentano almeno una caratteristica in comune. Per il Progetto SalGA-KRO, una caratteristica in comune è, ad esempio, la residenza nel comune di Crotone. Per la popolazione di Crotone vengono studiati il Profilo di salute generale, Profilo di salute per le malattie non trasmissibili e il Profilo di salute specifico.
Profili di salute. Hanno lo scopo di inquadrare le condizioni di salute della Popolazione in studio. Per il Progetto SalGA-KRO sono forniti tre profili di salute: Profilo di salute generale, Profilo di salute per le malattie non trasmissibili, Profilo di salute specifico. I profili di salute si configurano come uno strumento conoscitivo in grado di orientare le decisioni e sostenere la programmazione sanitaria, identificare criticità, focalizzare i temi prioritari verso cui dirigere gli interventi, pianificare le azioni e fornire informazioni.
Profilo di salute generale. Ha lo scopo di inquadrare le condizioni di salute della Popolazione in studio. Il profilo di salute generale è descritto per l’esito di Mortalità per tutte le cause, e per i gruppi di tumori maligni, malattie del sistema circolatorio, malattie dell’apparato respiratorio, malattie dell’apparato digerente, malattie dell’apparato urinario. Il profilo di salute generale è descritto per l’esito delle Ospedalizzazioni, come l’insieme dei ricoveri per tutte le cause naturali, e per i gruppi di tumori maligni, malattie del sistema circolatorio, malattie dell’apparato respiratorio, malattie dell’apparato digerente, malattie dell’apparato urinario.
Profilo di salute per le malattie non trasmissibili. Ha lo scopo di inquadrare le condizioni di salute della Popolazione in studio in riferimento alle malattie non trasmissibili; in particolare, consente di osservare eventuali criticità rispetto al contesto territoriale e amministrativo di riferimento, in particolare per gruppi di patologie e singole patologie comprese tra i tumori maligni, le malattie cardiovascolari, le malattie respiratorie croniche e il diabete, corredandole con informazioni relative ai possibili fattori di rischio, al fine di indicare priorità per gli interventi di prevenzione.
Profilo di salute specifico. Ha lo scopo di inquadrare le condizioni di salute della Popolazione in studio in riferimento alle malattie di interesse per un contesto specifico. Nel Progetto SalGA-KRO le malattie di interesse includono quelle identificabili in relazione agli Inquinanti prioritari presenti nelle aree contaminate del Comune di Crotone e quelle identificate attraverso la valutazione delle evidenze della letteratura epidemiologica sulla possibile relazione tra sorgenti di esposizione e stato di salute delle popolazioni.
Sorveglianza PASSI. PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) ha l’obiettivo di effettuare un monitoraggio sullo stato di salute della popolazione adulta (18-69 anni) a livello di Azienda Sanitaria Locale (ASL). Per il Progetto SalGA-KRO, le attività della sorveglianza PASSI sono svolte dall’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Crotone. Le principali informazioni raccolte riguardano gli stili di vita e i fattori di rischio comportamentali associati all’insorgenza delle malattie croniche non trasmissibili, e il livello di conoscenza e adesione ai programmi di intervento per la loro prevenzione (ad esempio, screening oncologici).
Relazioni tra ambiente e salute
Contaminazione ambientale. Presenza e diffusione di sostanze Inquinanti nelle diverse Matrici ambientali: suolo, acqua, aria. Tali Inquinanti possono essere un Rischio per l’ambiente e la salute delle popolazioni, potendo, ad esempio, entrare nella catena alimentare. La contaminazione costituisce un Rischio per l’ambiente quando le concentrazioni degli Inquinanti superano i livelli di riferimento nelle Matrici ambientali. La contaminazione costituisce un Rischio per la salute delle popolazioni quando vi è un’Esposizione agli Inquinanti.
Esposizione. Si verifica quando c’è un contatto tra un essere umano e uno o più Inquinanti. Il contatto può avvenire attraverso la pelle, per ingestione, per via respiratoria. La valutazione dell’esposizione analizza la quantità, la durata e la via di contatto tra Inquinante ed essere umano: questo permette di valutare i possibili effetti sulla salute.
Evidenze epidemiologiche. Si riferiscono alla possibile relazione tra sorgenti di esposizione e stato di salute delle popolazioni. La valutazione delle evidenze epidemiologiche è una metodologia che valuta nella letteratura scientifica la forza dell’associazione tra le sorgenti dell’inquinamento di un territorio e la comparsa di malattie nelle persone che in quel territorio vivono.
Inquinanti. Sono sostanze che possono alterare la composizione chimica delle Matrici ambientali (aria, acqua, suolo) e avere conseguenze dannose sull’ambiente.
Inquinanti prioritari. Secondo l’approccio del Progetto SENTIERI (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti a Rischio di Inquinamento) gli inquinanti prioritari sono i più rappresentativi tra quelli presenti in un sito contaminato. Essi vengono identificati sulla base di diversi criteri tra i quali: presenza dell’Inquinante in più Matrici ambientali; ampiezza del superamento del livello di riferimento, cioè della concentrazione di un Inquinante in una o più Matrici ambientali; capacità dell’Inquinante di accumularsi e rimanere nell’organismo; Pericolosità della sostanza per la salute umana; probabilità di esposizione umana.
Matrici ambientali. Sono gli elementi fisici (acqua, aria, suolo) che compongono l’ambiente.
Organi bersaglio e tessuti. Gli organi bersaglio sono gli organi del corpo umano (ad esempio, polmone, fegato, ecc.) che vengono maggiormente danneggiati da un Inquinante. Gli organi sono un insieme di tessuti diversi. I tessuti sono un insieme di cellule simili che svolgono un compito specifico (ad esempio, il benzene danneggia il midollo osseo, che è un tessuto che produce le cellule del sangue).
Patologie. Malattie in atto. Uno stato patologico, una condizione di sofferenza dell’organismo.
Pericolo. Caratteristica propria di un Inquinante di poter causare un danno all’essere umano (ad esempio, essere tossico per il fegato) quando si verifica l’Esposizione. È diverso dal concetto di Rischio, e i due termini non possono essere usati come sinonimi.
Rischio. Probabilità che si verifichi un danno all’organismo causato da un Inquinante (che per le sue caratteristiche rappresenti un Pericolo). Un Inquinante, infatti, può essere estremamente “pericoloso” di per sé (ad esempio il benzene), ma in assenza di Esposizione (ad esempio, utilizzo in un impianto a circuito chiuso) il rischio tende a zero. Il rischio non è mai zero, considerando l’eventualità di una Esposizione (ad esempio, un guasto all’impianto a circuito chiuso).
Sorgenti di contaminazione. Le sorgenti, e più in generale le attività dell’uomo (attività antropiche), che hanno emesso e/o emettono Inquinanti (ad esempio, gli impianti industriali che hanno emesso gli inquinanti nell’ambiente).
Vie di esposizione. Sono le vie attraverso le quali l’Inquinante viene in contatto e penetra all’interno dell’organismo umano: la via inalatoria (ad esempio, quando gas e vapori vengono respirati); la via orale (ad esempio, quando viene ingerito un cibo contaminato); la via cutanea (ad esempio, quando un inquinante viene assorbito attraverso la pelle).
Comunicazione e coinvolgimento della comunità
Attori Istituzionali. Si intendono i soggetti che svolgono funzioni regolate dalla legislazione nazionale e regionale. Gli Attori Istituzionali che partecipano al Progetto SalGA-KRO sono:
- Istituto Superiore di Sanità (ISS);
- Regione Calabria;
- Comune di Crotone;
- Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) Crotone;
- Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria (ARPACAL);
- Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno (IZSM);
- Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Crotone (OMCeO).
Nel Progetto SalGA-KRO sono inoltre coinvolti i Referenti regionali per la formazione in ambito scolastico e le Scuole Secondarie di secondo grado di Crotone in specifiche attività relative ai Laboratori sulla Giustizia Ambientale.
Attori Sociali. Si intendono i soggetti che operano in forma associativa in un territorio. Nel Progetto SalGA-KRO viene attuata la comunicazione con le Associazioni che operano a Crotone con particolare attenzione ai temi ambientali e sociali, e il loro coinvolgimento in specifiche attività progettuali.
Cittadinanza. Si intendono i cittadini residenti a Crotone. I cittadini sono coinvolti in alcune attività del Progetto SalGA-KRO relative alla presentazione inziale del Progetto e alla comunicazione dei risultati finali.
Comunità. Nel Progetto SalGA-KRO la Comunità è intesa come l’insieme degli Attori Istituzionali, degli Attori Sociali e della Cittadinanza di Crotone.
Piano di comunicazione. È un piano che contiene le modalità, i tempi e il linguaggio per comunicare i contenuti di un Progetto con i diversi interlocutori interessati. Nel Progetto SalGA-KRO, il piano di comunicazione identifica e descrive gli obiettivi della comunicazione con la Comunità di Crotone, i soggetti che partecipano al processo di comunicazione (Attori Istituzionali regionali e locali e Attori Sociali e Cittadinanza di Crotone), le attività e i materiali di comunicazione per la Comunità. Il Piano definisce i tempi di realizzazione delle attività programmate, dalla fase di presentazione del Progetto alla Comunità fino alla fase di comunicazione dei risultati del Progetto, e la loro valutazione.
Processo di comunicazione partecipato. È un processo nel quale i contenuti della comunicazione vengono trasmessi e condivisi tra due o più soggetti per creare un linguaggio comune. Nel Progetto SalGA-KRO, la partecipazione all’intero processo comunicativo coinvolge i ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), gli esperti delle strutture regionali e locali del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e del Servizio Nazionale di Protezione Ambiente (SNPA), il Comune di Crotone (Attori Istituzionali del Progetto), gli Attori Sociali e la Cittadinanza di Crotone, nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità di ciascun soggetto coinvolto nel Progetto.
Prevenzione dei tumori maligni e di altre malattie non trasmissibili
Azienda Sanitaria Provinciale (ASP). L’ASP è il principale Attore Istituzionale nell’attuazione del Piano Regionale di Prevenzione delle Malattie non trasmissibili per la Comunità di Crotone.
Malattie Non Trasmissibili (MNT). Le malattie non trasmissibili non si diffondono da persona a persona, durano a lungo e progrediscono lentamente, come nel caso di tumori maligni, diabete, malattie cardiovascolari e respiratorie croniche, le principali MNT prese in considerazione dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. La loro insorgenza dipende da diversi fattori: i principali sono legati allo stile di vita (fumo, abuso di alcol, dieta scorretta e sedentarietà), ma giocano un ruolo decisivo anche la genetica, l’ambiente (ad esempio inquinamento chimico, radiazioni ionizzanti, luce solare), e le condizioni biologiche individuali.
Medici di Medicina Generale. Collaborano con l’ASP, e per la loro formazione e capacità operativa adottano con i pazienti strategie appropriate intervenendo a diversi livelli: dal rapporto medico-paziente, al corretto utilizzo dei servizi di cura e dei farmaci, alla promozione di sani stili di vita, all’informazione sui rischi ambientali.
Piano Regionale di Prevenzione (PRP). È lo strumento di governo della Sanità Pubblica che trasforma gli obiettivi nazionali in azioni concrete sul territorio. Ha la finalità di proteggere la salute della popolazione e ridurre le disuguaglianze, con un focus specifico sulla sorveglianza epidemiologica nelle aree a rischio ambientale. Disegna le strategie e indirizza le pratiche per la promozione della salute e la prevenzione dei rischi per le principali Malattie non trasmissibili identificate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Prevenzione Primaria, Secondaria, Terziaria. La prevenzione consiste in un insieme di attività finalizzate a eliminare, ridurre la comparsa di una malattia e delle sue complicanze. La prevenzione può essere primaria, secondaria o terziaria.
Prevenzione primaria. Consiste nell’adozione di interventi e comportamenti in grado di evitare o ridurre l’insorgenza di una malattia (ad esempio, riduzione dell’uso di tabacco ed alcol, dieta salutare, attività fisica regolare).
Prevenzione secondaria. Consiste nell’adozione di interventi per la diagnosi precoce di una malattia in corso (ad esempio, esami medici, screening).
Prevenzione terziaria. In ambito medico, si riferisce a tutte le misure volte a ridurre il rischio di recidiva, migliorare la qualità della vita e prevenire complicanze in pazienti con una malattia, di solito cronica. Dopo il trattamento iniziale, la prevenzione terziaria si concentra sulla gestione a lungo termine della malattia, sulla riabilitazione e sul supporto al paziente per reinserirlo nella vita sociale e lavorativa.
Servizi e Azioni sul territorio. L’ASP trasforma gli indirizzi del PRP in servizi concreti sul territorio, garantendo cure costanti per le malattie croniche. Massimizza l’efficacia e l’equità degli interventi: per questo le azioni non sono uguali per tutti, ma vengono potenziate nei quartieri con maggiore fragilità. I servizi e le azioni si dividono in tre categorie: 1. Potenziamento della medicina territoriale e della prevenzione secondaria; 2. Implementazione e rafforzamento dei percorsi diagnostico terapeutici assistenziali per le principali malattie non trasmissibili; 3. Promozione della salute della Comunità.
1. Potenziamento della medicina territoriale e della prevenzione secondaria. Si realizza attraverso screening oncologici programmati (mammella, cervice uterina, colon-retto) e metabolici (diabete, ipertensione), con un’attenzione particolare ai quartieri/aree della città con maggiori Condizioni di fragilità.
2. Implementazione e rafforzamento dei percorsi diagnostico terapeutici assistenziali per le principali malattie non trasmissibili. L’ASP garantisce la continuità assistenziale tra ospedale e territorio riducendo il ricorso al Pronto Soccorso. Assicura la collaborazione con i Medici di Medicina Generale sostenendo la loro formazione e capacità operativa nella comunicazione con i pazienti sugli stili di vita e sui rischi ambientali. Realizza il monitoraggio dei Profili di salute e il rafforzamento dei sistemi di sorveglianza. Gestisce le emergenze ambientali in collaborazione con l’ARPA e la comunicazione con la popolazione.
3. Promozione della salute della Comunità. Si realizza attraverso campagne di informazione mirate sulla specifica contaminazione dell’area di Crotone. Supporta i gruppi vulnerabili della popolazione attraverso l’attivazione di servizi sociosanitari e di mediazione culturale garantendo informazioni accessibili e comprensibili sull’Esposizione ambientale e sulle opportunità di Prevenzione.
Promozione della giustizia ambientale
Capacità sociali di comunità. Si riferiscono a un insieme di dimensioni che caratterizzano e possono alimentare le capacità sociali di comunità, come di seguito indicate. i) Conoscenza: conoscenze su rischi per la salute associati all’Esposizione agli Inquinanti, attori coinvolti nella gestione del rischio, ruoli e responsabilità degli attori istituzionali preposti, quadro normativo di riferimento; ii) Consapevolezza della storia della Comunità: conoscenza e condivisione della storia e dell’impegno profuso dalla Comunità in relazione alle problematiche sanitarie e ambientali; iii) Senso di Comunità: senso di appartenenza e connessione sociale; iv) Riflessività: capacità di apprendimento degli attori sociali; v) Valori: orientamenti condivisi rispetto all’ambiente e alla salute; vi) Reti: collegamenti delle reti sociali riconducibili a legami tra cittadini e loro organizzazioni e tra cittadini e istituzioni; vii) Partecipazione: grado di motivazione alla partecipazione e di coinvolgimento ad iniziative di Comunità; viii) Potere della comunità: capacità di influenzare le decisioni attraverso la partecipazione informata ai processi decisionali; ix) Leadership: capacità di iniziativa e protagonismo competente degli attori sociali; x) Risorse: risorse finanziarie e tecniche utilizzabili o attivabili per fare fronte ai problemi collettivi; xi) Abilità: abilità e competenze degli attori sociali (organizzative, scientifiche, politiche, ecc.).
Dimensioni di Giustizia Ambientale. Le dimensioni d’interesse per la Giustizia Ambientale in riferimento alla sorgente di contaminazione industriale, come di seguito indicate. i) Occupazione diretta nell’impianto industriale: Occupazione femminile, occupazione giovanile (sotto i 30 anni), occupazione per i residenti del comune interessato; ii) Occupazione collegata alle attività dall’impianto industriale (indotto): occupazione femminile, occupazione giovanile (sotto i 30 anni), occupazione per i residenti del comune interessato; iii) Occupazione in altri settori: occupazione femminile, occupazione giovanile (sotto i 30 anni), occupazione per i residenti del comune interessato; iv) Formazione: percorsi formativi per nuove figure professionali collegate all’impianto industriale, percorsi formativi per figure professionali già presenti sul territorio; v) Consumo di suolo: superficie territoriale non urbanizzata (naturale, semi-naturale –prati coltivati, giardini, parchi, scavi–agricola), spazi pubblici e aree verdi fruibili dal pubblico, superficie impermeabilizzata; vi) Consumo di acqua: il consumo di acqua, soprattutto se l’acqua è utilizzabile per altri scopi di interesse per la comunità, rappresenta una privazione di risorsa fondamentale; vii) Patrimonio storico, culturale, valoriale: luoghi importanti per la comunità da un punto di vista storico e di memoria collettiva, culturale, spirituale, religioso; quotidianità urbane e relazioni con il proprio ambiente di vita; viii) Disuguaglianze territoriali (ad esempio, tra quartieri): aree già svantaggiate (ad esempio quartieri periferici con deprivazione socioeconomica, con assenza di servizi pubblici), aree con presenza di servizi pubblici (ospedali, scuole, ecc.), e luoghi di aggregazione; ix) Aspetti sensoriali legati alla qualità della vita: percezione sensoriale estetica (paesaggio), percezione sensoriale olfattiva (miasmi), stress psicosomatico/corporale (benessere psicofisico).
Fattori di rischio e beneficio ambientale intra-comunità. Sono fattori di rischio e fattori di beneficio per la salute di natura ambientale rilevanti a livello di area/quartiere per analizzare le disuguaglianze all’interno della Comunità. Fattori di rischio sono: inquinamento atmosferico, inquinamento da sostanze chimiche (suolo, acqua, alimenti), acqua non potabile e scarsa igiene, cambiamenti climatici (isole di calore in ambito urbano), rumore, odori molesti, inquinamento luminoso. Fattori di beneficio sono: buona qualità dell’aria, spazi verdi e blu, accesso ad acqua potabile sicura, aree pedonali e piste ciclabili, presenza di biodiversità.
Giustizia Ambientale nei siti contaminati. Condizioni di Giustizia Ambientale sussistono quando: i) vi è equità nella distribuzione dei rischi e dei benefici per la salute associati all’ambiente per i sin-goli individui, i gruppi, le comunità, le popolazioni, senza discriminazione, per esempio, per le con-dizioni socioeconomiche, il colore della pelle, l’etnia; ii) vi è un uguale accesso alle informazioni e coinvolgimento nei processi decisionali dei diversi portatori d’interesse, per l’elaborazione e l’adozione di leggi, regolamenti e politiche ambientali; iii) sono distribuiti equamente gli investimenti per il miglioramento delle condizioni ambientali e per la mitigazione dell’impatto dei rischi ambientali per la salute. La presenza delle condizioni sopra richiamate risulta un riferimento ideale a cui tendere. Nel contesto specifico dei siti contaminati, si può indicare che vi sia la possibilità di ingiustizia ambientale quando comunità locali e gruppi di popolazione, nei contesti amministrativi di riferimento, sono interessati in modo differenziale, anche in associazione a condizioni di svantaggio (come la deprivazione socioeconomica), da maggiori rischi e da minori benefici di natura ambientale. La Giustizia Ambientale si articola in due principali categorie: la Giustizia distributiva e la Giustizia procedurale.
Giustizia Distributiva. Si riferisce alla giustizia o ingiustizia della distribuzione dei rischi e dei benefici di natura ambientale in popolazioni, comunità, gruppi di popolazione. Nel caso di Crotone, la giustizia distributiva è legata principalmente alla valutazione delle disuguaglianze nella distribuzione dei Fattori di rischio e beneficio ambientale intra-comunità, Dimensioni di Giustizia Ambientale.
Giustizia Procedurale. La giustizia procedurale si riferisce all’accesso alle informazioni e alla partecipazione e coinvolgimento della comunità o gruppi di popolazione ai processi decisionali che influiscono sulla distribuzione dei rischi e dei benefici ambientali. La giustizia procedurale riguarda, in particolare, lo studio dei meccanismi e dei processi attraverso i quali l’ingiustizia distributiva è creata e mantenuta nel tempo. Nel caso di Crotone, la giustizia procedurale è legata principalmente alla promozione delle Capacità sociali di comunità.
Laboratori sulla Giustizia Ambientale. Sono finalizzati alla costruzione di un linguaggio comune tra ricercatori, Attori Istituzionali e Attori Sociali sul tema della Giustizia Ambientale e sulle due principali categorie che la compongono: la Giustizia distributiva e la Giustizia procedurale. Nel caso di Crotone, le attività laboratoriali sono dirette in particolare agli studenti della Comunità. Il primo laboratorio ha visto la partecipazione congiunta di ricercatori, Attori Istituzionali, tecnici coinvolti nel progetto SalGA-KRO, Attori Sociali e studenti. Successivamente un ciclo di laboratori vede coinvolte tutte le Scuole Superiori di secondo grado di Crotone, con la partecipazione di 20-25 studenti delle classi terze per ciascuna scuola.